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Elezioni FIGC, oggi sta con Galliani chi era con Malagò. Ma non è ancora finita

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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 07:34Serie A
29.10.2026 07:34Serie A
AIC e AIAC lanciano Galliani dopo aver sostenuto Malagò a giugno. Il commissario ha le firme della Serie A: sfida apertissima
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Chi pochi mesi fa aveva portato Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, oggi si schiera con Adriano Galliani. Assocalciatori e Assoallenatori formalizzeranno infatti la candidatura dell’ex amministratore delegato del Milan alle elezioni del 14 dicembre. Un cambio di fronte pesante: AIC e AIAC valgono insieme il 30% dei voti assembleari e a giugno avevano fatto parte del blocco che aveva eletto Malagò al primo scrutinio con il 68,58%. Quel fronte, costruito insieme alla Serie A, non esiste più.

Galliani parte dal 30%, Malagò risponde con la Serie A

Il quadro, però, è tutt’altro che definito. Proprio mentre calciatori e allenatori si spostavano su Galliani, Malagò si avvicinava alla candidatura espressa dalla Serie A. Il commissario straordinario avrebbe infatti raggiunto le 11 firme necessarie per essere accreditato dal massimo campionato, che in assemblea pesa il 18%. Una candidatura molto meno compatta rispetto a quella di giugno, quando 19 società su 20 avevano sostenuto l’ex presidente del CONI, ma comunque sufficiente per trasformare quella che sembrava una possibile convergenza in una vera sfida elettorale.

A decidere saranno quindi soprattutto le componenti rimaste alla finestra. La Lega Nazionale Dilettanti pesa da sola il 34%, la Serie C il 12% e la Serie B il 6%. In totale fanno il 52%, abbastanza per spostare qualsiasi equilibrio. La B ha fin qui indicato la volontà di muoversi insieme alla Serie A, mentre la C aspetta candidati e programmi. Più complessa la posizione della LND di Giancarlo Abete, avversario di Malagò a giugno e storicamente vicina alle componenti tecniche, con le quali però i rapporti si sono deteriorati negli ultimi mesi. Galliani oggi parte con il sostegno di chi aveva scelto Malagò. Ma, proprio per questo, pensare che la partita sia già chiusa sarebbe prematuro.

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Immagine editoriale di Lorenzo Di Benedetto
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